Notizia del 24/05/2012

Giornale Di Brescia - La Stazione Ferroviaria Ã&Uml; Un Punto Critico

Non chiedono favori, ma la possibilità di essere cittadini normali fra gli altri cittadini. Domandano di essere ascoltati, di poter fare proposte utili per i non vedenti, ma anche per altre categorie di persone svantaggiate. A volte trovano accoglienza, altre no. «Il Comune di Brescia e Brescia Mobilità, ad esempio, sono sensibili» commenta Piera Loda. Il diritto alla mobilità si esercita in alcuni luoghi fondamentali come la stazione ferroviaria e le fermate degli autobus. Piera, che vive in via Corsica, per andare al lavoro usa la linea 4 o la 17; Luigi, invece, arriva da Gussago con la 13. «Gli autisti - dicono - sono molto disponibili e ci aiutano». Così come gli utenti a terra, ai quali chiedere informazioni sui tempi di attesa e sulla direzione del bus in arrivo: «Ma un sistema vocale a chiamata installato sulle paline delle fermate sarebbe necessario, magari soltanto nei punti nevralgici delle linee principali». Oggi la tecnologia consente (a basso costo) dei miracoli. «Se dobbiamo fare un percorso nuovo - spiegano Piera e Luigi - abbiamo la possibilità di conoscerlo attraverso il computer o il cellulare». L'Unione Ciechi è stata coinvolta da Brescia Mobilità per il metrobus. «Ci hanno interpellati, facendoci verificare tattilmente i percorsi pedonali della metropolitana». Un confronto preventivo sul progetto, in vista della messa in opera. «È importante il dialogo, perché spesso i tecnici disegnano i percorsi per i disabili, ma senza conoscere bene e concretamente le loro esigenze». Come è accaduto con la stazione delle FS. «Un luogo problematico per noi. Ci sono percorsi tattili confusi, un groviglio, ostacoli di ogni genere. Abbiamo chiesto alle FS un incontro per migliorare la situazione - dice Piera - ma non ci hanno risposto. Hanno creato un percorso che arriva ad una biglietteria per i disabili: ma lo sportello è sempre chiuso. Cosa l'hanno messo a fare?». Diverso l'atteggiamento della SAIA, in via Solferino: «Avevamo chiesto dei segnali tattili per i ciechi alla stazione, così da individuare le corsie delle corriere. È stato fatto».
e. mir.