Notizia del 17/05/2012

Giornale Di Brescia - Nel Caos Del Traffico Camminando... Al Buio

lavorano in centro. Il pericolo Lam, le auto sui marciapiedi

BRESCIA. Vedi Piera uscire decisa dalla Camera di Commercio, puntare verso il marciapiede di lato, trovare col bastoncino un varco fra le auto parcheggiate male, attraversare con sicurezza via Einaudi e pensi che, insomma, forse non è così difficile. Poi chiudi gli occhi e immagini di fare la stessa scena. Un brivido ti corre lungo la schiena. Meglio lasciar perdere: mancano i fondamentali e un po' di coraggio. Sì, perché se sei cieco ci vogliono pazienza, abilità acquisite e una buona dose di audacia per muoversi in città. Ci vuole, soprattutto, la determinazione di chi non intende rinunciare a vivere, ad avere un lavoro, relazioni normali. Serve la forza che anima Piera Loda, ad esempio.
L'appuntamento è alle 16.30 di un giorno normale all'angolo fra via Einaudi e via Vittorio Emanuele. «Viene anche un mio amico che lavora qui vicino e fa il mio stesso percorso» ci ha anticipato. Piera e Luigi Bertanza lavorano come centralinisti da molti anni. La prima alla Camera di Commercio, il secondo alla Banca Nazionale del Lavoro. Sono due non vedenti impegnati nell'Unione Italiana Ciechi, guidata da Sandra Inverardi. Piera è responsabile della commissione autonomia, Luigi è un componente. Conoscono bene i disagi di chi - cieco oppure ipovedente, malato o anziano che sia - deve muoversi nelle strade. 
Dunque, partiamo con loro verso la stazione ferroviaria, nel percorso quotidiano per recarsi al lavoro, dentro il caos della città fatta per chi non è disabile. Subito il primo ostacolo: passare via Gramsci. Non c'è semaforo sonoro, come invece su via Vittorio Emanuele. Piera e Luigi ascoltano il rumore del traffico: quando si arresta, si passa. «Ci affidiamo tanto all'udito» spiegano. «Nei giorni di pioggia, però, diventa tutto più difficile». Via diritti per alcuni metri, stop di fronte all'ex ospedale dei bambini. «Dovremmo raggiungere il semaforo e le strisce là in fondo, ma questa parte della via è un percorso ad ostacoli» dice Piera. I marciapiedi sono irregolari e a saliscendi, un paio di auto e un furgoncino sono parcheggiati sopra... Attraversiamo qui. «Abbiamo chiesto al Comune di mettere le strisce pedonali a questa altezza, ma ci hanno risposto che non si può» commenta Piera. «Comunque è giusto dire che l'Unione ha sempre avuto udienza e collaborazione dalle Amministrazioni comunali di Brescia». Spesso le richieste sono semplici e non costose, accorgimenti sonori o tattili per rendere sicuri i percorsi. Contro la maleducazione, invece, non c'è nulla da fare: «Il nostro problema maggiore - afferma Luigi - sono i mezzi parcheggiati male, fuori posto. C'è un tizio, in via Solferino, sulla mia strada, che regolarmente lascia la moto sul marciapiedi...». Ma anche le soste col motore acceso, magari vicino a semafori o fermate degli autobus, non aiutano: «Ci impediscono di capire l'intensità del traffico o l'arrivo del mezzo pubblico».
Le Lam sono un ostacolo pericoloso. «Non vengono segnalate in alcun modo» dice Piera al semaforo di via XX Settembre. «Basterebbero dei rilievi bullonati sul marciapiedi». Sullo spazio ampio di via XX Settembre si cammina senza problemi. Fino ad arrivare nei pressi della stazione, dove aumentano difficoltà e confusione. I passanti aiutano, è vero, ma talvolta le indicazioni sono (involontariamente) comiche: «Occhio, attenti». Piera e Luigi ridono: «Come se noi potessimo intuire...». Ma apprezzano il gesto: «La gente di solito è cordiale». Questa, del resto, «non è una città impossibile per noi. Brescia Mobilità ha fatto tanto». C'è ancora molto da migliorare, però. Cosa? L'educazione, innanzitutto, ma anche piccole cose pratiche. Fate un esperimento: chiudete gli occhi e, acccompagnati, provate a girare in città...

Enrico Mirani