Notizia del 12/06/2012

Giornale Di Brescia - Contro Le 'Sforbiciate' In Regione La Protesta Delle Persone In DifficoltÃ&Nbsp; E Delle Loro Famiglie

Nel 2012 i Comuni della Lombardia hanno 100 milioni di euro in meno da destinare alle politiche sociali. Il governo ha azzerato il Fondo per la non autosufficienza e più che dimezzato il Fondo nazionale per le Politiche sociali. Ancora: quest’anno la Regione ha stanziato per il sociale 40 milioni in meno rispetto ai 70 del 2011 ed i primi interventi sacrificati sono quelli che riguardano il sostegno alla vita indipendente delle persone con disabilità (vedasi articolo a lato) e, in generale, quelli di assistenza domiciliare. Un quadro sufficiente a spiegare le ragioni che domani porteranno a Milano, solo da Brescia, un migliaio di persone che aderiscono, singolarmente o attraverso le associazioni di riferimento, alla manifestazione contro i tagli promossa dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità e dalla Federazione tra le Associazioni nazionali delle persone con disabilità. «Il sostegno alla vita indipendente permette a migliaia di persone di condurre, pur tra mille difficoltà, una vita dignitosa e con un buon livello di inclusione sociale e, in alcuni casi, lavorativa. Anche i servizi diurni e residenziali sono seriamente a rischio di esistenza, con la previsione di incremento delle rette a carico delle famiglie e, dall’altro, con blocchi delle liste d’attesa per i servizi rientranti nei livelli essenziali di assistenza», si legge nel manifesto. Dunque, in pericolo «sono i diritti fondamentali delle persone con disabilità». Per questo, domani, davanti alla Regione, verranno presentate alcune richieste. Eccole: Al governo: di ripristinare i fondi sociali a partire da quello per la non autosufficienza, perché non si tratta di costi, ma di investimenti nel futuro e nella crescita della società italiana; di non aumentare le richieste nei confronti delle persone con disabilità nei suoi progetti di riforma sulla partecipazione alla spesa dei servizi (ISEE); di definire, finalmente, i livelli essenziali assistenziali e quelli per l’assistenza sociale. Alla Regione: di compensare con proprie risorse i tagli ai fondi sociali e permettere ai Comuni di svolgere le proprie funzioni ed evitare ripercussioni sul sistema dei servizi alla persona, già esposti a crescenti difficoltà; di vincolare questa aggiunta di risorse per finanziare progetti di vita indipendente e per attivare la presa in carico unitaria per i cittadini che afferiscono ai servizi socio-sanitari e socio-assistenziali. Ai Comuni: di garantire i servizi e le prestazioni essenziali per la vita delle persone con disabilità e di non derogare alla propria responsabilità di coordinatori delle politiche sociali nei confronti dei propri concittadini. «Solo dove il pubblico mantiene la regia e il governo dei servizi sociali, anche il terzo Settore cresce - è stato detto ieri in conferenza stampa nella sede dell’Anffas _ “Se le istituzioni, tutte, faranno la loro parte, allora il Welfare reggerà; altrimenti si va incontro ad una vera e propria implosione. A rischio sono i diritti di cittadinanza di tutti, a partire da quelli che vivono una condizione di vita resa più fragile dalle condizioni di salute e dalle discriminazioni di cui sono vittime. A rischio non sono solo i disabili, ma i soggetti svantaggiati, le donne sole, gli anziani, i minori, i giovani, gli immigrati, i senza dimora, gli inoccupati e disoccupati e le famiglie sfrattate”. Può bastare? a.d.m .