Notizia del 09/03/2013

Bresciaoggi - A Misura Di Ciechi. Ma Migliorabile

 

In viaggio con la giovane ipovedente Arianna Colonnello, che promuove la nuova infrastruttura ´con riservaª.
Binari sicuri e annunci sui treni Da perfezionare le macchinette per i biglietti e le indicazioni sulla direzione al primo livello
 
BRESCIA. La metropolitana di Brescia vista con gli occhi di un non vedente? Promossa, ma con riserva. 
Arianna Colonnello - la giovane friulana trasferita a Brescia da alcuni anni per coronare il sogno di diventare magistrato - affronta l¥ennesima ´sfidaª e decide di toccare con mano la nuova metropolitana leggera. Lei, affetta da una retinopatia acuta che la costringe ad uno stato di semioscurit‡ permanente, lo fa in un venerdÏ qualunque, per evitare la ressa ed il boom di passeggeri. 
MA NONOSTANTE i pochi utenti in partenza alla stazione Lamarmora e una luce uniforme che le consente di sfruttare al meglio lamezza diottria a disposizione, le difficolt‡ non mancano, quelle per l¥acquisto del biglietto in primis. Le macchinette automatiche non sono provviste di comandi vocali, e per Arianna mettere a fuoco il monitor e individuare il percorso di acquisto del titolo di viaggio Ë un¥impresa impossibile. 
Per fortuna, ha in tasca l¥abbonamento ai mezzi pubblici che l¥accompagna nei suoi numerosi spostamenti tra Brescia e Milano ma, dice, ´un non vedente che non Ë abituato a viaggiare il biglietto qui non riesce certo a comprarloª. A meno che non trovi un¥anima pia disposta ad aiutarlo, una cosa di cui Arianna non vuole sentire parlare ´perchË - dice - i ciechi come gli altri disabili devono puntare ad essere indipendenti, perchË solo cosÏ possono vivere una vita davvero dignitosaª. 
Arianna non si scoraggia e, bastone alla mano, si avventura nel cuore della terra per prendere il suo treno: arrivata alle scale le bastano pochi secondi per individuare le scritte in braille che le indicano la direzione e in men che non si dica Ë gi‡ in fondo alla prima rampa. 
Qui si imbatte in un¥altro problema: da che parte andare? L¥idea era quella di scendere a Vittoria, fare due passi sotto i portici e tornare verso casa, ma i percorsi tattili posti sul pavimento del primo interrato non l¥aiutano. Nessun cartello in braille, nessun comando vocale. 
L¥unica soluzione Ë quella di andare per esclusione, avvicinandosi alla prima rampa sperando che sia quella giusta, direzione Prealpino, per poi constare che sul corrimano c¥Ë scritto Sant¥Eufemia e che quindi Ë necessario tornare sui propri passi. Certo, ´col tempo si impara anche da che parte andare - afferma Arianna - ma se si mettesse qualche indicazione fin dal primo livello sarebbe pi˘ semplice orientarsiª. 
La giovane donna prosegue, inforca la seconda rampa e arriva alla banchina: i percorsi tattili sul pavimento qui calzano a pennello e la conducono senza problemi innanzi alle porte automatiche di accesso ai vagoni. 
Le piace l¥idea che il binario sia stato completamente messo in sicurezza: per chi non ha il dono della vista, un passo di troppo potrebbe significare cadere nel vuoto. Il metrobus arriva, eccitata come una bambina Arianna conquista il suo posto: ´» comodoª, commenta mentre il convoglio Ë in partenza. Pochi minuti e l¥altoparlante annuncia la sua stazione di arrivo: ´La voce Ë molto chiaraª dice soddisfatta preparandosi alla discesa. 
Per tornare in superficie vuole provare l¥ascensore ma il percorso tattile a pavimento, questa volta, non arriva sin lÏ: storce il naso e chiede un¥indicazione, poi prende l¥elevatore e finalmente eccola a destinazione. ´Una bella esperienza - commenta ancora - ma fatto trenta si potrebbe fare trentuno, e aggiungere qualche accorgimento che consentirebbe davvero a un non vedente di sfruttare a pieno questa opportunit‡ª.
 
di Angela DessÏ