Notizia del 02/01/2014

Bresciaoggi - L'Unione Ciechi Festeggia La Sua Santa Lucia

Il presidente Inverardi: «Se episodi di invalidità fasulla ci sono stati, non ci sono solo questi casi» 

La sezione provinciale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti celebra il tradizionale appuntamento con la festa di Santa Lucia e punta tutto sulla campagna di informazione sui falsi ciechi. «Perché - spiega il presidente Sandra Inverardi - se è pur vero che alcuni episodi di invalidità fasulla ci sono stati, lo è ancora di più che nella stragrande maggioranza dei casi si è riscontrato che la cecità era totale, e questo perché esiste un'informazione insufficiente su come vivono i ciechi e gli ipovedenti». Il messaggio è chiaro: l'UICI non intende mettere in campo una sorta di contro campagna ma - sulla scorta dell'attualità del tema - evidenziare come l'esistenza di ciechi e ipovedenti si sia radicalmente trasformata negli anni: non solo per effetto dell'aumento del numero degli ipovedenti «a scapito» dei ciechi totali (dei 1015 iscritti alla sezione bresciana, solo il 40 per cento appartengono a quest'ultima categoria) ma anche per la maggiore autonomia conquistata grazie alla formazione e alla tecnologia. 

«Il cieco non è più colui che sta tutto il giorno in casa a fissare una parete - tira corto Claudio Romano, membro del direttivo nazionale ed ex presidente dell'UICI bresciano -. Oggi la stragrande maggioranza di noi cucina, scrive sms e prende i mezzi pubblici. E anche se gli ipovedenti non usano il bastone, non vuol dire che non siano affetti dalla patologia che è stata loro riscontrata». Un elemento, quest'ultimo, evidenziato anche da Silvia Peroni, referente della sezione ipovedenti dell'UICI provinciale che in prima persona ha redatto il testo della campagna che illustra una giornata «tipo» di un ipovedente, stretto tra le mille difficoltà di mobilità, utilizzo dei trasporti o delle macchinette automatiche. «Vedere come attraverso una cruna di un ago non consente una autonomia pari a quella di chi vede a 360 gradi», stigmatizza, sottolineando come molte segnalazioni di «falsi ciechi» passino proprio per una mancata informazione che finisce per creare molti problemi.
Non solo per i controlli (e in alcuni casi anche i pedinamenti) avviati su persone palesemente affette da cecità, ma anche per la temporanea interruzione dell'indennità di accompagnamento (850 euro mensili, per i ciechi totali) o dell'indennità speciale (194 euro, per gli ipovedenti). «Non vogliamo dire che non debbano essere svolti i controlli, ma solo che bisogna prestare maggiore attenzione a una materia che è spesso complicata, anche quando si rilasciano le certificazioni - spiega Inverardi - Non dimentichiamo che dietro ogni falso cieco c'è chi l'ha certificato».

Angela Dessì