Notizia del 03/02/2014

Giornale Di Brescia -Sul Tatami Le Differenze Finiscono Al Tappeto

Simone Cannizzaro, 16 anni, ipovedente del Capelletti parteciperà ai mondiali Juniores per conquistare Rio

 

Brescia – Lo sport, in particolare il Judo annulla le differenze; ciascuno può vincere o finire al tappeto, dipende da abilità, concentrazione, preparazione fisica ovvero le caratteristiche imprescindibili per ciascun agonista. E’ un po’ la filosofia di fondo che anima Simone Cannizzaro sedici anni fra pochi giorni, ipovedente dalla nascita e albino, juniores in forza da quest’anno al Club Capelletti di Folzano ma soprattutto azzurro della nazionale Paralimpica che punta a strappare una convocazione per le Paralimpiadi di Rio 2016.

“Mi ha sempre pesato il fatto di essere quasi cieco (possiede solo un decimo di diottria ndr.) – spiega Simone – e fin da piccolo ho sofferto questa differenza. Ma quando mi sono avvicinato al Judo ogni distanza con gli altri è scomparsa, tanto da poter combattere con i normodotati. La prima cosa che mi hanno insegnato in questo sport è il rispetto per l’avversario, dentro e fuori del tatami”.

Le prime mosse dello Judo le apprende a 5 anni allo Studios con Ermanno Neri, poi perfeziona la crescita presso la Libertas di Gussago con il maestro Marco Cadei. Da questa stagione invece è passato al Jc Capelletti “perché il livello di competitor e di allenamenti è più alto e se voglio andare a Rio ho bisogno di misurarmi con atleti di grande levatura”.

Il primo step per Rio passa in questi giorni dai campionati mondiali Juniores di Eger in Ungheria. “Devo iniziare a fare punti per conquistare il pass olimpico. In Ungheria mi misurerò con atleti più esperti e anziani di me (la categoria Junior arriva fino ai 20 anni). E’ la mia prima esperienza su un palcoscenico internazionale di questo tipo, ma il selezionatore azzurro Roberto Tamanti è convinto che posso far bene. Lo sono anch’io”.

Nei combattimenti con i normodotati Cannizzaro ha mostrato doti non indifferenti spiegano i tecnici del sodalizio di Folzano dove si allena cinque giorni alla settimana per una o due ore, ritagliando il tempo dallo studio (frequenta il Golgi indirizzo grafico).

Figlio di un ex rugbista “ho cercato di imitare mio padre ma non era lo sport per me”, fisico ben strutturato, Cannizzaro appartiene alla categoria – 73 kg ed ha un modello singolare. “E’ mio fratellino Davide è lui che mi incoraggia in questo sport, ci siamo avvicinati insieme al tatami, è il mio più grande tifoso. Devo poi molto ai maestri che mi hanno seguito fin da giovane, non dimenticherò quello che hanno fatto per me”.

In combattimento quale è la mossa preferita di Simone?

“Si chiama Uchi Mata (è lo sbilanciamento in avanti ndr.)” E qual è l’atteggiamento giusto per vincere una gara? “La tranquillità, non aver paura e saper anticipare l’avversario”. Banzai.

Paolo Venturini