Notizia del 21/09/2008

Giornale Di Brescia - L'U.I.C.I. Accoglie I "Nati Per Vivere"

La nuova sala dell'Unione ciechi ed ipovedenti ospiterà le attività
dell'associazione
Dal 2005 interventi precoci di riabilitazione per bimbi da 0 a 3 anni

di Franco Armocida

BRESCIA. È stata inaugurata ieri, nella sede dell'Unione italiana ciechi ed
ipovedenti di Brescia, di via Divisione Tridentina 54, una sala intitolata a
Carlo Bonardi, figlio di Walter, presidente del collegio dei sindaci
revisori e socio onorario dell'Uici da 45 anni.
«Questa sala ampia, luminosa e confortevole - ha esordito il presidente Uici
Brescia Claudio Romano - è stata ricavata dalla ristrutturazione di un
ripostiglio, con un investimento non indifferente di 70mila euro, per essere
messa a disposizione dell'associazione "Nati per vivere", che proseguirà il
suo lavoro, unico in Lombardia, di intervento precoce mirato alla
riabilitazione di bambini da zero a tre anni, affetti da disabilità visiva e
con minorazioni aggiuntive, causate soprattutto da nascite premature».
«L'intervento precoce è di fondamentale importanza per lo sviluppo
psicomotorio dei bambini affetti da una grave o totale compromissione
visiva - ha detto il presidente e co-fondatore di "Nati per vivere" Bruno
Verri - ed il percorso riabilitativo è tanto più importante quanto più
precocemente può essere iniziato. Nel 2005 ci siamo costituiti per
organizzare un servizio di intervento precoce, destinato ai bambini da zero
ai due anni, in collaborazione con l'Associazione nazionale istruttori di
orientamento, mobilità e autonomia personale per disabili visivi e con
l'Uici di Brescia, coordinato e diretto da Simona Roca, di Rovereto, per cui
ormai Brescia è la seconda casa». «Con gli anni sono cresciuti sia il numero
dei bambini assistiti sia il campo d'azione riferito all'età - ha continuato
Verri - e l'associazione ha esteso l'assistenza, grazie anche
all'autotassazione dei genitori quale segno dell'apprezzamento del servizio
fornito, per continuare la riabilitazione oltre i tre anni di vita. Mai
grazie all'Uici di Brescia, ai genitori che ci sostengono, nonché a Simona
ed ai suoi collaboratori - ha concluso Bruno Verri - è stato più sentito di
questo».
In provincia di Brescia i bambini ed i ragazzi inseriti nella scuola,
secondo i dati forniti dal Centro non vedenti, sono 138, di cui 21 nella
scuola materna, 45 nella primaria, 25 nella secondaria di primo grado, 41
negli istituti superiori e 6 nell'università. Di questi 72 sono ipovedenti e
non vedenti con handicap aggiuntivi.
Alessandra Cavazza, medico della Patologia neonatale del Civile di Brescia,
ha sottolineato «la concretezza dell'operato di "Nati per vivere", punto di
riferimento dei nostri bambini e delle loro famiglie, che non devono più
affrontare pesanti trasferte verso altri centri specializzati in Italia».
Lorenzo Albini, presidente del Centro non vedenti di Brescia, struttura cui
arrivano i piccoli al termine del percorso curato da "Nati per vivere" e
dall'Uici, finanziata per il 75% dalla Provincia e per il 25% dal Comune di
Brescia, ha espresso «il proprio compiacimento per l'azione riabilitativa
rivolta ai bimbi da zero a tre anni, più volte sollecitata, senza efficacia,
all'Amministrazione provinciale». Il direttore sanitario dell'Asl di Brescia
Francesco Vassallo, ricordati i 1.196 soggetti affetti da patologie visive
della provincia, «valore sottostimato in quanto inquinato da assenze per
altre forme invalidanti», ha espresso l'impegno «dell'Azienda a snellire le
procedure per poter accedere agli ausili protesici, azione che si
concretizzerà nel 2009».
Il presidente Uici Lombardia Nicola Stilla, ha infine plaudito alla sezione
bresciana per «lo sforzo compiuto per ampliare gli spazi destinati a servizi
di questo tipo, risposta vera e concreta alle necessità dei ciechi e dei non
vedenti, in cui i bimbi e le famiglie trovano il supporto adeguato ad
affrontare le difficoltà del quotidiano». È stata poi scoperta la targa
della sala «Carlo Bonardi» ed il lungo abbraccio tra papà Walter e Claudio
Romano ha superato, per intensità, il rumore del lungo e sentito applauso
dei molti presenti che l'hanno accompagnato.