Notizia del 02/11/2015

Un Musical Per Guardare Oltre La Disabilità 


«Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi», dice la Volpe al Piccolo Principe nel celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ed è proprio con l'auspicio di aiutare le persone a «guardare oltre» che nasce il musical «Nasci, cresci e vivi», andato in scena sabato e domenica e replicato questa mattina per le scuole all'auditorium San Barnaba.
Uno spettacolo che ha per protagonisti un gruppo di ragazzi impegnati in un viaggio intorno al mondo alla ricerca della felicità.
Le riflessioni. Con tono giocoso si aprono ampi spazi di riflessione, non solo sul tema della disabilità , ma anche sui diversi argomenti che ogni giorno riempiono le cronache di quotidiani e tg.
I ragazzi, tra cui ce n'è anche uno ipovedente, interpretato dal bresciano Valentino Minelli, visitano la Grecia, attraversata dalla burrasca politico-economica, Gerusalemme, dove si scontrano due culture e due religioni, l'India, in cui si svelano le piaghe del lavoro minorile e delle spose bambine, l'Oceania, tra sviluppo industriale e shock ecologico, il Brasile, i cui colori sgargianti non riescono a celare la povertà  delle favelas, gli Stati Uniti, stretti nella contraddizione di alti ideali civili che si infrangono contro forme di razzismo mai superato, e per finire le nazioni europee, antiche ma incapaci di farsi voce comune.
In scena. Il musical, messo in scena dall'associazione palermitana «Quelli della rosa gialla» con la regia di Pippo Sicari, s'inserisce nel progetto di «Cittadinanza inclusiva di educazione alla diversità», promosso dall'associazione «Bambini in Braille», con il patrocinio del Comune di Brescia e il sostegno della Provincia, della Questura, dell'Ufficio scolastico territoriale e delle fondazioni Asm e Comunità  bresciana.
Allo spettacolo di sabato sera hanno partecipato quindi il prefetto Valerio Valenti, il questore Carmine Esposito, il presidente della Commissione regionale antimafia Gian Antonio Girelli e Federica Di Cosimo dell'Ufficio scolastico territoriale. Sono stati cinque genitori con figli ipo e non vedenti a fondare «Bambini in Braille» all'inizio di quest'anno, «con la convinzione - affermano - che i bimbi ciechi non siano nient'altro che bambini, che vogliono divertirsi e crescere come i loro compagni. Basta solo dare loro gli strumenti».
In provincia. Sono 177 a Brescia i ragazzini con disabilità visive seguiti dal Centro per l'integrazione scolastica ed è grazie ad associazioni come «Bambini in Braille» che ricevono un supporto costante, anche al di fuori delle attività scolastiche. Da due settimane, ad esempio, è iniziata la collaborazione con SchermaBrescia: «All'inizio avevamo paura - ha detto il campione olimpico Andrea Cassarà, presente alla rappresentazione, temevamo di non essere capaci di gestire la diversità. Invece abbiamo vinto la sfida dell'inclusione e i bambini ipovedenti stanno aiutando a
crescere anche gli altri piccoli schermidori». //
CHIARA DAFFINI