Notizia del 02/12/2015

Giornale Di Brescia, Martedì 1 Dicembre 2015

Giornale di Brescia, martedì 1 Dicembre 2015

 

URGENTE, CERCASI SPECIALISTA

Il bando di gara Erminio Bissolotti e.bissolotti@giornaledibrescia.it

 

Finché l'Inps non assolderà un altro medico specialista in Oftalmologia e di stanza nel Bresciano, la «revisione periodica dell'invalidità» - prevista per ciechi e ipovedenti residenti nella nostra provincia - si farà in una sede milanese dell'ente previdenziale, dove opera una commissione ad hoc.

La scomoda trasferta nel capoluogo lombardo prescritta dall'Inps è diventata obbligatoria da quest'autunno: da quando la specialista in Oculistica che per anni ha assolto questa funzione nei locali di via Benedetto Croce, ha interrotto anzitempo la sua collaborazione con l'istituto ora guidato da Tito Boeri. 

Le sue dimissioni, con le inevitabili conseguenze che esse avrebbero comportato, sono state prontamente riportate ai vertici regionali dell'Inps dalla presidente dell'Unione Ciechi di Brescia: «A metà ottobre - racconta Sandra Inverardi - abbiamo avuto un incontro con la direzione lombarda dell'ente e in quell'occasione ci è stata assicurata una soluzione al problema nel breve periodo». 

Si dovrà dunque attendere l'esito del bando nazionale indetto dall'Inps per il reclutamento di dottori specialisti in diverse discipline mediche, non solo in Oftalmologia. Ma se tra i vincitori del bando - scaduto peraltro ieri - non rientrerà pure un oculista operativo sul nostro territorio, per i bresciani con gravi problemi alla vista rimarranno comunque obbligatorie le visite periodiche nella sede milanese dell'Inps di via Giambattista Vico. Così prevede il regolamento dell'ente.

 

L’ASSURDA TRASFERTA PER LA VISITA OCULISTICA PRESCRITTA DALL’INPS

Storie di ordinaria burocrazia. In cui il rispetto di leggi, norme e codicilli mortificano l'intelligenza e il senso di umanità. Già, perché non riguardano una licenza edilizia, una autorizzazione, un permesso. Ma delle persone malate, anziane, disabili, cieche o ipovedenti. Comunque sofferenti. Vi raccontiamo queste storie.

Mettete una mattina di novembre, in via Giambattista Vico 1, sede del centro medico legale dell'Inps, pieno centro di Milano, dietro al carcere di S. Vittore. Palazzina dignitosa, pulita; personale ben educato. Arrivarci è tutt'altro che facile. Ma tant'è: è lì che le persone titolari di pensione per cecità vengono convocate dall'Istituto per verificare la sussistenza dei requisiti che giustificano l'assegno mensile. Anche dalla nostra provincia, perché l'Inps di Brescia non effettua più questo servizio: non ci sono oculisti convenzionati. 

Rischi e timori. L'invito sulla lettera, del resto, è perentorio: se si manca all'appuntamento c'è la revoca immediata del diritto alla pensione. In caso di impossibilità serve il certificato medico che lo dimostri; è possibile, in gravi situazioni di impedimento, chiedere la visita a domicilio. Sacrosanto. Ma si sa com'è, per l'italiano che in questo Stato moloch si sente più suddito vessato che libero cittadino: metti di sbagliare qualcosa, metti che la giustificazione venga ritenuta insufficiente, metti... Se appena appena si può, meglio rispondere «Presente!», accettando il costo.

Nessun miracolo. Mettete, dunque, in questa mattina, un'ottuagenaria in carrozzina, con gravi patologie, reduce da fresca frattura al bacino ed ematoma cerebrale. Presente! Appunto. Partita da casa nel Bresciano con un parente alle 7 per essere puntale in via Vico alle 9. Parcheggio in un (costoso) garage della prima cerchia e poi (costosa) corsa in taxi. Per mostrare alla commissione di non avere miracolosamente recuperato la vista. 

Mettete che, nella stessa sala di aspetto, arrivi un'altra famiglia bresciana. Padre, madre e figlio adolescente, un viso d'angelo, ma disabile fisico e mentale, sdraiato su un letto-carrozzina. Un quadro da stringere il cuore. Genitori coraggiosi, così presi dall'affetto per il ragazzo da non essere nemmeno arrabbiati. Rassegnati, piuttosto. Anche alla multa per divieto di sosta o per l'ingresso in zona a traffico limitato. Perché il figlio non è un pacco spostabile da un'auto ad un taxi.

Ecco, immaginate che lì, fra i convocati, nasca un civile, disincantato, rassegnato colloquio sull'assurdità della situazione. 

All'insegna di un solidale senso di umana ingiustizia. Perché va bene scovare i furbetti, ma senza sottoporre gli onesti ad inutili ed umilianti disagi. In un Paese civile ci dev'essere un altro modo di procedere. 

E poi, in pochi minuti ... Anche perché poi la «verifica» dura pochi minuti: il tempo di mostrare i verbali Inps precedenti, di consegnare un certificato dell'oculista, di salutare. Quattro-cinque minuti. Nessuna domanda specifica, nessuna visita sanitaria, nessuna indicazione medica. Comunque la conferma che no, il miracolo non c'è stato. Che la vista non è stata riacquistata. Che l'anziana e il ragazzo stanno male. Parola di Inps, via Giambattista Vico a Milano.

 

I NUMERI

L'Unione ciechi e ipovedenti di via Divisione Tridentina stima che nella nostra provincia vi sono circa 2.200 bresciani con problemi alla vista e che fruiscono dell'indennità di accompagnamento erogata dall'Inps. Solo chi è in possesso del «verbale definitivo», che attesta l'irreversibilità della malattia, non è più soggetto alle visite di «revisione periodica» da parte dell'ente previdenziale.

LE VISITE

Fino al 2010, la «revisione periodica» dei soggetti con problemi alla vista e titolari di un'indennità pubblica è stata in capo all'Asl. Dopodiché, questa funzione è stata trasferita all'Inps senza un adeguato sostengo economico da parte del governo.