Notizia del 04/01/2009

Giornale Di Brescia - Lettera Al Direttore Di Daniele Meschini

Da disabile ho paura che il mondo della disabilità vada verso l’isolamento. Preoccupanti sono alcuni atteggiamenti di assurda insensibilità che la società moderna rivolge verso le persone deboli e svantaggiate. Qualcuno si è mai chiesto perché non si vedono molti disabili in giro? Semplicemente per una sorta di paura, paura di essere discriminati, di non essere capiti, accettati, spesso si sentono inferiori e questo porta alcuni a non affrontare il mondo. Ma molti altri invece, vivono la loro vita confondendosi nella massa, senza esporre pubblicamente le proprie difficoltà, non lo fanno per vergogna o per privacy... In generale però spesso sono le persone comuni che preferiscono non «vedere» le persone diversamente abili. Ciò accade perché il rapporto fra umani è diventato un fatto «critico». La solidarietà e il rispetto sono valori ormai «superati»! Chiedi un’informazione sul bus e l’autista ti risponde in maniera prepotente; vuoi parcheggiare nel posto dedicato ai disabili e, come è accaduto a me, lo trovi occupato dalla bicicletta di una distinta signora; per non parlare di chi abusa del permesso dei disabili anche in loro assenza. Tutti risentono di questi atteggiamenti ostili, ancor di più le persone deboli, e se i propri diritti non vengono rispettati e la giustizia non ti assiste, la rabbia monta... avevo voglia di smontare pezzo per pezzo la bicicletta, ma poi sarei passato nel torto! Questa è la nostra giustizia! Sono piccoli esempi di come «l’altro» ormai sia visto solo con disprezzo, come un ostacolo da superare in qualsiasi modo per proseguire ad ogni costo sulla nostra strada. Disabilità non è sinonimo solo di dramma e di dolore, essere disabili può anche significare approcciarsi alla vita in maniera semplice, disillusa, ironica, apprezzando meglio valori come l’amore e l’amicizia. Se la società induce alla divisione in categorie d’appartenenza il rischio è che alla fine si crei una sorta di autoesclusione, quindi i belli stanno per forza con i Belli, e così i brutti e non di meno i disabili... tutto ciò non fa altro che favorire la diffidenza e l’indifferenza verso degli uomini qualunque la cui unica colpa è quella di avere «caratteristiche» particolari. Il male della società è proprio questo: generare delle «corporazioni sociali» in perenne conflitto fra loro. L’uomo non è fatto per isolarsi, cosa farebbe un solo uomo sulla Terra? Non potrebbe relazionarsi con dei simili, non potrebbe evolversi... per dare un senso compiuto alla nostra esistenza è indispensabile la presenza altrui... Quindi, è necessario uscire dai famosi stereotipi «i disabili non sanno far nulla» o i «disabili sanno far tutto» oppure «i disabili devono fare cose da disabili e i normodotati da normodotati». I disabili possono essere delle risorse, ma questo solo se loro lo vogliono e il mondo che li circonda lo vuole veramente! Si parla tanto di essere autonomi, ed è difficile far comprendere alla gente che non può esserci una vera indipendenza, i disabili (ma se badate anche i normodotati) devono ottenere per il loro bene la propria autonomia nella dipendenza verso qualcun’altro (pensate al rapporto tra genitori e figli, ma anche fra compratore e venditore ecc.). Non bisogna dunque nascondersi o crogiolarsi nel proprio compatimento, ma «uscire allo scoperto» per farsi vedere e farsi conoscere anche perché la vita è troppo breve per essere sprecata, solo così possiamo stimolare la società. E se risulta difficile (ma non impossibile) cambiare la mentalità degli adulti, bisogna investire nell’educazione dei giovani per far sì che essi crescano con maggiore consapevolezza di questi temi. È per questo che attraverso le mie capacità e abilità svolgo attività nelle scuole, con fotografie, storie, vignette da me realizzate per far riflettere i ragazzi e per capir loro che ognuno di noi possiede dei talenti innati che però vanno sfruttati al meglio. Per avere più informazioni: quattrocchisulmondo@hotmail.it. Daniele Meschini (Artista Ipovedente per la sensibilizzazione della società) Livemmo