Notizia del 21/02/2009

Giornale Di Brescia - Due Secoli Di Braille Incontri Nelle Scuole

BRESCIA. Oggi in tutta Italia si festeggia la seconda Giornata nazionale del braille, l’alfabeto internazionale dedicato ai non vedenti. Anche a Brescia, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti cittadina celebra la ricorrenza con una serie di iniziative che tra oggi e la prossima settimana proveranno a sensibilizzare gli studenti di alcune scuole bresciane su questo tema.

Questa mattina il presidente dell’Unione ciechi, Claudio Romano, è all’istituto Veronica Gambara dove parlerà e si confronterà con i ragazzi. È in programma anche uno spettacolo degli «OltreConfine», una compagnia teatrale composta da attori non vedenti. I prossimi appuntamenti saranno alla media Artemio Franchi in città, martedì 24 febbraio, e all’istituto Primo Levi di Sarezzo, giovedì 26.

Claudio Romano sottolinea l’importanza della giornata: «Per noi è importante il solo fatto che il parlamento abbia istituito una giornata dedicata al braille».

Per capire l’importanza di questo sistema di scrittura, che attraverso combinazioni di sei puntini distribuiti su due colonne di tre puntini ciascuno rappresenta lettere, numeri e anche note musicali, basta pensare che il braille «è stato fondamentale per la nostra emancipazione - ricorda Romano - perché è stato il primo strumento che ci ha permesso di accedere alla cultura, prima non potevamo né leggere né scrivere».

Quest’anno la ricorrenza è particolarmente sentita ed importante visto che cade nel bicentenario della nascita di Louis Braille, l’inventore che nel 1829 ha inventato questo sistema di scrittura. Per ricordarlo il Ministero dell’economia italiano ha deciso di coniare due milioni di monete da due euro con la sua effige. Brescia farà addirittura di più, soprattutto più concreto: il cinema per non vedenti. L’assessore Arcai ha infatti promesso di voler fare del Nuovo Eden una sala senza barriere grazie ad un sistema che spiegherà ai non vedenti, attraverso degli auricolari, le scene senza dialoghi.

In Italia solo Milano, Roma e Bari possiedono già una struttura simile. Allo stesso modo anche Brescia Musei ha assicurato a Romano l’intenzione di portare avanti il progetto Teclar per cui alcuni dei reperti custoditi saranno riprodotti in scala 1/1 in modo che i non vedenti possano toccarli e conoscerli attraverso il tatto.

A Brescia i ciechi sono più di 2.100 e la loro condizione è buona: «La maggioranza sono ultrasessantenni - spiega Aldo Toninelli, segretario dell’Unione ciechi -. I giovani, grazie al centro d’integrazione scolastica per non vedenti voluto da Provincia e Comune, conoscono tutti il braille. Il centro forma personale e segue i ragazzi all’interno delle scuole».



a. sp.