Notizia del 23/03/2009

Bresciaoggi - Andrea, Dall'Infortunio Alla Tv Sulla DisabilitÀ

Non Profit. La seconda e ultima giornata della manifestazione al Palabrescia.

BRESCIA - Si chiama "disabilità futuribile". È la dimensione che può aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone diversamente abili. A presentarla ieri, durante la seconda ed ultima giornata di "Di-sabilita" al Palabrescia è stato Andrea Ben Leva ex vigile del fuoco, 34 anni, che ha subito un infortunio sul lavoro, perdendo parte delle mani.
"Per due anni, dopo l'infortunio -, ha detto Andrea Ben Leva - ho avuto incubi. Sentivo l'odore della gomma che stavo lavorando, sentivo i rumori metallici, le grida intorno a me. Poi ho scoperto il recupero cognitivo, i test tecnici come l'autoipnosi indotta, con cui ho rivissuto lo shock emotivo, che mi hanno aiutato a rimuovere il trauma". Da 12 anni la sua Associazione Ben Leva mette in campo nuove sfide per il mondo e di diversamente abili.
Tra le ultime novità, c'è la realizzazione, entro il 31 settembre di quest'anno, di una tv in streaming dedicata interamente a questa realtà. Un mondo, quello dei disabili, che ancora deve farsi conoscere alle persone, spesso purtroppo ignorato. Da qui l'idea di creare una tv "ad hoc", dove vengono trasmessi filmati, fotografie e diapositive con le esperienze personali direttamente raccontate, e che permettano alle associazioni di farsi conoscere. Si tratta di un progetto unico a livello nazionale, che partirà proprio da Brescia, coinvolgendo tutte le associazioni di volontariato che vorrano parteciparvi. Per farlo è possibile telefonare al 3343367633 o consultare il sito www.benleva.it.
L'associazione, in concordato con le realtà non profit della Provincia di Brescia, realizzerà una pubblicazione che racchiude tutte le esperienze vissute dai singoli disabili.
Alla disabilità nell'infanzia è stato invece dedicato il secondo intervento, tenuto dal dottor Bruno Verri che è stato primario del reparto di patologia terapia intensiva neonatale degli Ospedali Civili e per dodici anni presidente dell'associazione "Nati per vivere". Il servizio si chiama "Intervento precoce per bimbi con deficit visivo". È nato nel 2005, dopo che l'assistenza per i bimbi da 0 a 3 anni affetti da queste patologie è stata sospesa da parte della struttura pubblica. Da 8 piccoli pazienti seguiti all'inizio, ora si è passati a 21. "Un numero destinato a crescere purtroppo - ha detto il dottor Verri -, perchè nascono sempre più bambini piccoli di 800, 900 grammi, con gradi di immaturità biologica che portano a questo tipo di deficit".
Attraverso un corso di tecnica di riabilitazione precoce, che si tiene presso la sede dell'Unione italiana ciechi di Brescia, le mamme vengono seguite da una specialista. "Riteniamo che le autorità competenti debbano fare qualcosa - ha proseguito Verri -. Procediamo soprattutto grazie ai contributi di privati, spesso genitori e famigliari dei bimbi seguiti. Anche gli ultras del Brescia curva sud ci hanno donato il ricavato di alcuni loro tornei estivi. I bambini provengono tutti da comuni diversi, che non hanno mai, eccezione fatta per Erbusco, ascoltato le esigenze dei loro genitori".

Carla Costa