Notizia del 11/10/2009

Ecco Cosa Si Prova Ad Essere Disabili

LA SIMULAZIONE. Una cinquantina di ingegneri, architetti e tecnici hanno sperimentato a Brescia Due cosa significa avere a che fare con le barriere architettoniche

BRESCIA. Cosa si prova ad essere disabili, ciechi o in carrozzina? Ha cercato di ricostruirlo la simulazione che si è svolta venerdì pomeriggio a Brescia Due. Una cinquantina di ingegneri, architetti, geometri e tecnici del Comune - e non -, hanno sperimentato sulla loro pelle cosa vuol dire avere a che fare con le barriere architettoniche.
Sedie a rotelle per provare a muoversi sui marciapiedi ed accedere agli edifici ad occhi bendati e bastoni per cercare di muoversi sulle strade ed all'interno delle costruzioni senza l'uso della vista: esperienze che i partecipanti al corso hanno saggiato per capire davvero l'importanza di una città a misura di tutti. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del corso che l'ordine degli ingegneri e degli architetti di Brescia, con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Brescia, ha organizzato.
«Il Comune - afferma il consigliere delegato alle barriere architettoniche - ha intrapreso una serie di progetti ad hoc, quali il Peba ed il Pau, oltre all'adattamento delle fermate degli autobus; perciò ha voluto partecipare concretamente al progetto degli ordini pagando la quota di partecipazione ai suoi tecnici, perché questi riportino in seno alle varie progettazioni e realizzazioni l'esperienza acquisita».

«L'AMBIZIONE DEL CORSO - dichiara l’ingegner Alberto Arenghi, ricercatore presso l'Università di Brescia, disabile in carrozzina - è creare una cultura progettuale in cui l'accessibilità sia vista non come un requisito del costruito limitato a poche persone, ma una caratteristica attraverso la quale si riescono a progettare spazi urbani ed edifici confortevoli e fruibili a tutti in maniera indifferenziata».
Secondo Fornasari «il vero problema della nostra città è l'inciviltà di chi ignora il problema e occupa abusivamente i parcheggi che dovrebbero essere riservati ai disabili o lascia biciclette e motorini in mezzo al marciapiede impedendo il passaggio delle carrozzine o di chi non vede». (NA.DA.)