Notizia del 18/10/2009

Bresciaoggi - Cataratta, Chiari È Un Modello Internazionale

Al simposio europeo di Barcellona presentati i positivi risultati dell’innovativa tecnica sperimentata.
L’innesto del cristallino autofocus ha restituito la piena funzionalità visiva all’83% dei pazienti trattati. Spedale: «Risultati incoraggianti»
Dalla Spagna nuove speranze per i pazienti bresciani colpiti da patologie degenerative dell’occhio.

BRESCIA. In un recente simposio ospitato a Barcellona, la comunità medico-scientifico internazionale ha avallato i progressi delle innovative tecniche per la cura di pazienti affetti da cataratta eseguite all’ospedale di Chiari. Nel 2009, il primario della divisione di Oculistica del «Mellini» Franco Spedale ha eseguito 130 interventi al mese. Da meno di un anno sta sperimentando il cristallino autofocus, detto Crystalens che consente di recuperare integralmente le funzioni visive.
L’INNOVAZIONE È stata appunto presentata in Spagna, al vertice dell’«European society of cataract and refractive surgery». Il primario di Chiari ha illustrato nell’occasione i primi dati sull’impianto del cristallino autofocus su 18 pazienti. «I risultati sono decisamente incoraggianti - ammette Spedale -: l’83% delle persone legge il giornale e guida l’automobile senza alcuna lente correttiva e tutti hanno riacquistato 10 decimi di visus per la visione al computer. I riscontri sono in linea con la media europea dove i successi che oscillano tra il 78 e l’84%. Negli Stati Uniti - prosegue il responsabile dell’Oculistica di Chiari -, la patria del Crystalens, se ne impiantano 7 mila al mese. Nella chirurgia rifrattiva il cristallino autofocus è adatto per i pazienti di ogni età ma è soprattutto indicato per le persone con meno di cinquanta anni impegnati in lavori defatiganti dal punto di vista della vista come come impiegati e autotrasportatori». Un’altra patologia seguita con particolare attenzione dalla divisione di Oculistica di Chiari che da un paio d’anni dispone della Tomografia a coerenza ottica (macchinario strategico nella diagnosi precoce), è la maculopatia. L’incidenza della malattia sulla popolazione ultracinquantenne, sta trasformando la maculopatia, al pari del diabete, in un problema sociale dai costi sociali facilmente intuibili se si considera che può portare alla cecità persone anziane aggravando il problema dell’assistenza.
LA MACULOPATIA che provoca la graduale perdita irreversibile della macula, zona centrale della retina, che consente una visione distinta e la visione dei colori, al momento può essere solo arrestata. «Fortunatamente il progresso dell’informatica - spiega Ylenia Musicco che all’interno della divisione di Oculistica di Chiari segue i pazienti affetti da maculopatia - ha messo a disposizione nuovi strumenti che consentono la diagnosi precoce e terapie che nella maggior parte dei casi ne arrestano lo sviluppo e, salvando la parte della macula non intaccata, evitano la cecità. Purtroppo la patologia, essendo legata anche all’età, è in forte aumento».