Notizia del 22/10/2009

La Provincia Di Cremona - Mara Ha Vinto La Sua Battaglia

La 20enne iscritta a fisioterapia, ieri l’incontro decisivo tra il rettore e i responsabili delle associazioni.
L’ipovedente esclusa ora potrà frequentare l’Università di Brescia

CASALBUTTANO — Essere ciechi o ipovedenti, da oggi, non sarà più considerata una limitazione del diritto allo studio. Mara Parmigiani, la ventenne ipovedente di Casalbuttano che nelle scorse settimane era rimasta esclusa dal test d’ingresso per il corso di laurea in fisioterapia dell’Università di Brescia e giudicata da una comunicazione dell’Asl di Cremona ‘non idonea a frequentare il corso di laurea in assistente sanitaria’, da lei indicato in alternativa al primo, ha vinto la sua battaglia. Già dai prossimi giorni infatti potrà riprendere a studiare e iniziare a frequentare il corso per fisioterapista, realizzando così quello che è sempre stato il suo più grande sogno. La decisione è arrivata ieri in mattinata in seguito a un incontro tra il rettore dell’Università degli Studi di Brescia Augusto Preti e presidenti dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Cremona e Brescia, Genuino Iuzzolino e Claudio Romano, che si sono riuniti presso la sede dell’ateneo per discutere insieme della delicata situazione della ragazza. Ma la battaglia di Mara va ben oltre il confine della conquista personale: infrange barriere e spalanca la porta a tutti coloro che, nelle sue condizioni, per un deficit visivo hanno dovuto rinunciare allo studio o inventarsi una professione ritenuta adatta alla loro menomazione. Già dal prossimo anno accademico, infatti, l’Università degli Studi di Brescia riserverà, nei bandi di accesso ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie, un numero limitato di posti per studenti con disabilità visive, sul modello di quanto già avviene negli atenei di Firenze e Bari. La stessa grinta e lo stesso entusiasmo con cui ha condotto a testa alta la sua non scontata battaglia, certamente Mara li metterà anche nel suo percorso di studi, che già dai prossimi giorni potrà iniziare: «Sono contentissima — spiega — di questo risultato. Non me l’aspettavo, anche se una parte di me in fondo ci sperava ancora. Per me è un sogno che si realizza, come lo sarà riuscire un giorno ad esercitare la professione di fisioterapista, pur con qualche limitazione che so già mi dovrà essere posta». Subito dopo però il pensiero di Mara va a tutte le persone che come lei convivono quotidianamente con la loro condizione invalidante: «Mi fa piacere sapere che la mia vicenda tutto sommato è servita anche a cambiare le cose e ad aiutare altre persone. E’ giusto che anche noi veniamo tutelati per avere gli stessi diritti degli altri».

di Michela Cotelli