Notizia del 22/11/2009

Brescia Oggi - No Alla Violenza: Tante In Piazza

LA MANIFESTAZIONE. È stata accolta da molte bandiere, canti e girotondi la «Staffetta» promossa dall'Udi
Dopo aver toccato 200 centri, l'anfora è arrivata a Brescia, colma di messaggi di rabbia, di indignazione e di speranza


La «Staffetta» partita il 25 novembre 2008 da Niscemi. Caltanissetta, è approdata ieri in piazza Loggia
E' stata accolta da un corteo di bandiere, canti e girotondi l'anfora simbolo della «Staffetta di donne contro la violenza» promossa dall'Udi - Unione donne d'Italia. Partita il 25 novembre 2008 a Niscemi, presso Caltanissetta, per ricordare Lorena Cultaro, giovane vittima della violenza sulle donne, l'anfora ha concluso idealmente il suo percorso in piazza Loggia per ricordare un'altra ragazza uccisa, Hina Saalem.
IN PIAZZA ERANO PRESENTI numerose delegazioni di donne da tutto il nord e centro Italia, per ricordare che la staffetta nel corso di un anno ha toccato 20 regioni, 200 centri abitati fra città e paesi, visitando 160 centri antiviolenza, coinvolgendo commissioni pari opportunità e parti sociali, sostando nei più diversi luoghi della vita civile, dalle aule universitarie alle sedi istituzionali, e finendo addirittura in gondola, in quel di Venezia.
L'anfora, portata da rappresentanti dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti e da una delegazione di donne di Sondrio, città dell'ultima tappa della staffetta prima di arrivare a Brescia, è stata accolta da Maria Chiaramonte, portastaffetta della Lombardia, dalla presidente del consiglio comunale di Brescia Simona Bordonali, dalla presidente della commissione pari opportunità del Comune Anna Airoldi e dalla presidente nazionale Rete Centri Antiviolenza Alessandra Bagnara. «L'anfora ha fatto il miracolo, è riuscita a mettere insieme tutte le donne per combattere la violenza - ha detto Chiaramonte -. La conclusione della staffetta è stata possibile grazie alle donne che hanno risposto al nostro appello, dimostrando che con energia e competenze cambieranno le cose».
Molti i messaggi affidati all'anfora durante il percorso in tutta la penisola: di rabbia, indignazione, speranza, frammisti a suggerimenti («la politica ha bisogno di donne»), constatazioni («i veri uomini non picchiano»), sogni («sono una donna in pensione, lotto per una nuova generazione»).
PER BORDONALI l'anno di staffetta è stato speciale sia per l'Italia che per Brescia, «grazie ad iniziative per parlare di violenza sulle donne, far sì che le vittime non siano lasciate sole, ma trovino l'appoggio e la forza per denunciare: la violenza sulle donne va denunciata, non vogliamo più vedere nei dati statistici quel 93 per cento di violenze che rimangono nascoste». Non a caso la staffetta si concluderà mercoledì, con un passaggio simbolico prima al Pronto Soccorso del Civile, poi in Questura, per ricordare l'importanza di denunciare le violenze, e nella sala consiliare della Loggia.

Lisa Cesco