Notizia del 06/01/2010

Giornale Di Brescia - Gli Occhi Di Homerus Nel Vento Del Garda

BRESCIA. A giugno le acque del Benaco ospiteranno il primo Campionato del Mondo di vela «non assistita» per i non vedenti. Si tratta della formula gardesana di Homerus, gli skipper ciechi guidati «solo» dal suono delle boe. Ora regata-re così è ufficialmente riconosciuto dalla Federazione mondiale e dal movimento internazionale.
Dopo anni di test queste sfide saranno la prima tappa di un percorso che porterà il progetto del Garda ad essere il format delle Paralim-piadi 2016.
Quell’estate, sull’Oceano brasiliano, gli skipper di tutto il mondo correranno in totale autonomia, pilotati dai segnali acustici. Un modo di navigare, senza accompagnatori, nato lungo le rive del Grande Lago grazie a quel dna agonistico che da sempre, contraddistingue le sfide della nostra provincia. E non a caso il Mondiale Homerus sarà inserito negli eventi per i 60 anni della Centomiglia.

La traccia del grande Straulino.
Navigare al buio era la grande passione del leggendario Agostino Straulino. Il marinaio, campione olimpico e mondiale, lo faceva per affinare la sensibilità al timone. Per leggere le raffiche attraverso la pressione sulle vele. E uno skipper bresciano ha voluto far vivere questo sogno ai ciechi. Nasce così Homerus. È il 13 dicembre del 1995 (la costituzione ufficiale avverrà esattamente un anno dopo), giorno di Santa Lucia.
Promotore è il madernese Alessandro Gao-so, per amici e conoscenti solo «Il Rino». Prima armatore del giallo «G.G.G.», per anni il più veloce cabinato di 7 metri e mezzo d’acqua dolce e forse d’Italia, poi del «Mini Tonner» che porterà lo stesso nome e vincerà due titoli mondiali.
Gaoso, nella sua carriera professionale, ha la fortuna di incontrare un altro uomo di Lago, Luciano Silveri, (l’ingegnere dell’acqua calda, il teleriscaldamento della città di Brescia), autore di autentiche invenzioni nel settore dei motori. Molte, di queste, condivise proprio con Gaoso, al quale deve avere trasmesso l’attenzione per gli altri.

L’approccio e la crescita.
Gaoso vuole i suoi velisti «non diversi». Non i diversamente abili, come qualcuno li chiama, forse per addolcire uno stato che non può essere modificato. L’approccio di Gaoso è sincero,perché offre e pretende un confronto sullo stesso piano, e, se è possibile (e nello sport lo è), nelle stesse competizioni, vivendo le stesse emozioni, la stessa condivisione. Gaoso è un cocciuto «assoluto». Quando si mette in testa una cosa va contro tutto o tutti. Lo diciamo perché molto spesso si è messo a battagliare contro i «mulini a vento», cercando di scardinare quei meandri che portano al chiacchierare e al non concludere.
Lui, «Il Rino», non ti lascia nemmeno il tempo di respirare, magari di riflettere. A volte vien da credere che lo faccia per megalomania. Non ci interessa indagare. Se ciò aiuta a far vivere un sogno, beh, allora, ben venga. È la leggenda «frenetica» che vede, dalla seconda metà degli anni ’90, la crescita di Homerus che si diffonde in Italia e nel mondo. Nascono importanti collaborazioni.
Fino al riconoscimento ufficiale da parte della Ifds, l’international Association for Disabled Sailing, il movimento Paralimpico internazionale dell’Isaf, la Federazione Mondiale della Vela.
Sandro Pellegrini Nella foto qui a sinistra il fondatore di Homerus, il gardesano Alessandro Gaoso, con l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Qui sopra il porticciolo di Homerus, inaugurato il 22 settembre 2001, tra la piazzetta della Centomiglia e Villa Bettoni a Bogliaco di Gargnano