Notizia del 14/12/2009

Giornale Di Brescia - L'Unione Ciechi Di Brescia Spegne 85 Candeline

Durante la giornata di festa a Paderno Franciacorta è stato presentato un volume che ripercorre la storia del sodalizio



Nel giorno della 51° giornata nazionale del cieco, la sezione bresciana dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha festeggiato ieri al ristorante «Il Giardino» di Paderno Franciacorta i suoi ottantacinque anni di vita. Dopo i saluti del presidente dell'associazione, Claudio Romano, dell'assessore provinciale ai Servizi sociali, Aristide Peli e dell'assessore comunale alla Famiglia, Giorgio Maione, ad alcuni collaboratori è stato consegnato un premio per l'impegno, la professionalità e la disponibilità dimostrata. Qualità che hanno contribuito negli anni al miglioramento dei servizi dell'Uic. È stata una mattinata trascorsa in serenità, quella di ieri, con la lettura di divertenti poesie: ha aperto i giochi letterari un componimento, letto da un giovane ragazzo ipovedente, che ironizzava sulla condizione dei non vedenti, per proseguire con la declamazione poetica di alcune ironiche odi dedicate ai segretari dell'Unione. La giornata ha fornito l'occasione per presentare il libro «1924-2009. L'unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Brescia. Storia di una sezione di periferia» curata da Tina Mazzella e Aldo Toninelli. Proprio questi ultimi, sollecitati dal giornalista Enrico Mirani, hanno ripercorso la storia dell'associazione dalla sua fondazione fino allo spostamento della sede da piazza Mercato a via Tridentina, raccontando pure le difficoltà dei ciechi nel primo dopoguerra e dei volontari che elemosinavano galline nelle campagne per aiutarli. L'esposizione è proseguita con il ricordo dei preziosi lasciti Milani e Zanetti che hanno permesso all’Uic di fornire servizi altrimenti irrealizzabili. I due autori hanno rimarcato l'importanza dell'Istituto Milani per la formazione professionale dei ciechi, nato nel 1960 e passato, dopo le rivolte studentesche del ’68, all'Amministrazione regionale. Quindi intorno agli anni ’70 la formazione del Consorzio per l'istruzione dei non vedenti e più tardi, nel 1995, per proseguire il servizio di assistenza scolastica ai ciechi, la costituzione da parte della Provincia e del Comune, di un'associazione di diritto privato denominata Centro per l'integrazione scolastica. Il compito del «Centro non Vedenti» di Brescia è ancora oggi quello di garantire un servizio educativo agli alunni con deficit visivo inseriti nelle scuole. Roberta Bellino