Notizia del 01/06/2010

Bresciaoggi - &Laquo;Dis-AbilitÀ&Raquo;, Per Uscire Dagli Stereotipi

LA TRE GIORNI AL LEONARDO. I ragazzi «normodotati» sono apparsi entusiasti delle simulazioni organizzate dalle associazioni partecipanti alla manifestazione.
Lezione di Lis con l’Ente sordi: i principi della dattilologia spiegati agli studenti dal presidente della sezione bresciana

BRESCIA. Vivere la disabilità sulla propria pelle. Seduti su una seggiola a rotelle o con una benda sugli occhi, imparando a parlare con il linguaggio dei segni o registrando la propria voce per trasformarsi in una sorta di libro parlante. A guardarsi intorno si direbbe che abbia trovato la formula vincente per coinvolgere i giovani Dis-Abilità, la manifestazione dedicata al mondo dei diversamente abili, in corso sino a stasera al «Leonardo» di via Balestrieri. I ragazzi sono apparsi entusiasti delle simulazioni organizzate dalle associazioni presenti alla tre giorni, e vi hanno partecipato con grande entusiasmo. I primi a salire sul palco ieri sono stati Domenico e Daniela dell’Unione italiana ciechi, che hanno invitato gli studenti a cimentarsi in una pubblica prova di lettura, un esperimento al quale hanno aderito Tommaso, Eleonora, Jessica e Claudia.
«Da anni portiamo avanti il progetto del Centro del libro parlato Fratelli Milani: oggi abbiamo più di 13 mila testi registrati in formato audio e circa 3.000 trasferiti su Mp3», spiega Domenico. Daniela, che ha 28 anni e che nonostante la cecità si è iscritta all’università e vive da sola, esorta i giovani a farle domande che aiutino a vincere lo stereotipo del non vedente «immaginato come una persona chiusa nel suo piccolo mondo buio», sottolineando come oggi esistano moltissimi strumenti in grado di dare a un cieco piena autonomia e come spesso il mancato raggiungimento della stessa sia dovuto proprio ai preconcetti o ai comportamenti di chi la cecità non la conosce. Dopo la simulazione «Prova la tua voce», è stata la volta della lezione di Lis a cura dell’Ente nazionale sordi: il presidente della sezione bresciana Paolo Girardi e un istruttore hanno spiegato alla platea i principi della dattilologia, coinvolgendola in una simulazione di gruppo che ha visto salire sul palco studenti sia normodotati, sia non udenti.
Toccante la presentazione della Cooperativa La Mongolfiera: partendo dalla proiezione di due cortometraggi realizzati all’interno dei laboratori dei Centri diurni disabili, ha mostrato come l’arte possa essere uno strumento formativo importantissimo per persone con disabilità anche grave, perché «permette loro di vivere un protagonismo che normalmente non hanno», spiega la vicepresidente Marilena Bosio. Nel pomeriggio, l’associazione Icaro è tornata a far sedere gli studenti sulle seggiole a rotelle perché potessero sperimentare cosa significhi fare sport seriamente pur non potendo utilizzare le gambe, tema che sarà approfondito oggi dalla Polisportiva No Frontiere, che da anni si occupa dell’accesso alle discipline sportive dei portatori di handicap sia fisici sia mentali, e che negli anni ha raggiunto grandi risultati livello olimpico.
Oggi, dalle 10 alle 16, ultima giornata della tre giorni organizzata dalla Provincia in collaborazione con il Comune, il Csv e Radio Vera, che vedrà gli interventi dell’associazione Autismando, della Commissione pastorale diocesana e dell’Università degli studi di Brescia.