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Giornale di Brescia - Il buio, un alleato per capire il mondo, se stessi e gli altri

«Il 90% della disabilità la senti o non la senti a seconda di come gli altri ti trattano». Lo dice una ragazza bresciana cieca nel libro «Selene. La specialità di essere normali», che racconta la sua storia di integrazione in un liceo della nostra provincia. Una narrazione a più voci: con quella di Selene (nome di fantasia) anche quelle dei suoi compagni e dei professori. Il libro, a cura di Marzia Vacchelli, verrà presentato martedì 21 febbraio alle 11 al museo di Scienze in città.
«L'errore che alcuni compiono - dice Elia - è pensare alle persone diversamente abili come a persone profondissime sul piano umano, ma che, nel concreto, hanno sempre bisogno di un aiuto; persone, insomma, il cui raggio d'azione è fortemente limitato». Si è dovuto ricredere, nel vedere Selene muoversi e interagire quotidianamente con il resto della classe.
Selene ha in testa una mappa dell'aula, ma è una mappa speciale, che come un'app per funzionare ha bisogno di un aggiornamento continuo, ogni volta che un elemento si sposta. Un monito ai compagni, che imparano così a essere ordinati, a rimettere sempre le sedie al loro posto e a non lasciare gli zaini in terra. A lezione di educazione fisica Selene corre mano nella mano con Ilaria e così anche un'attività che ha sempre odiato diventa divertente. A Selene non sfugge nulla, come conferma Elia: «Ricordo che una volta, prima di un'interrogazione, seduto vicino a Selene ero alle prese con l'ansia del momento. Per scaricare la tensione scuotevo leggermente il piede e la gamba sotto il banco... sentii Selene che mi diceva: sei agitato?». Non manca neppure l'esperienza della gita: prima del viaggio, racconta Ilaria, la classe costruisce un plastico di Auschwitz in modo che anche Selene possa toccarlo con mano ed essere preparata.
«Prendere confidenza con il buio non è stato facile - ammette Selene - ci è voluto parecchio tempo, ma alla fine quell'oscurità che all'inizio era il mio peggior nemico si è rivelata un alleato indispensabile per capire il mondo e le persone, per conoscere gli altri non per come appaiono fisicamente ma per i loro valori e per come si comportano, un alleato per conoscere meglio me stessa». //C. D.