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Quella corda unisce e non lega, perché «l’unione fa la corsa»

Una corda che non lega, ma che unisce: è quella utilizzata dai runner non vedenti e dalle loro guide per correre in sicurezza, un attrezzo diventato simbolo, anche nello sport, per l’inclusione di ciechi e ipovedenti.

Ce ne saranno sicuramente molte, domenica, fissate ai polsi di chi parteciperà alla sesta edizione della gara podistica non competitiva «L’unione fa la corsa».

Organizzata dall’Unione italiana ciechi ed ipovedenti onlus, la manifestazione ha un triplice significato: «Permette di conoscere l’associazione - dice il consigliere comunale con delega allo sport Fabrizio Benzoni - a raccogliere più fondi possibili e a sensibilizzare allo sport più persone possibili».

Così domenica 28 aprile sarà, come da tradizione, una festa: «Per noi lo sport - spiega la presidente dell’associazione bresciana, Sandra Inverardi - è sinonimo di autonomia, inclusione e relazione: soprattutto questo, perché da soli non potremmo correre.

Lo facciamo grazie all’aiuto di qualcun altro, qualcuno che ci regala del tempo, qualcuno di cui impariamo a fidarci.

L’appello è sempre quello: cerchiamo guide da formare e da mettere in coppia ai nostri corridori non vedenti».

L’appuntamento è fissato quindi per domenica presso la sede dell’associazione, in via Divisione Tridentina 54 in città: dalle 8.30 ci si può iscrivere al gazebo gestito da Brescia Running al costo di 5 euro, devoluti in beneficenza; la partenza è prevista per le 10, l’arrivo alle 12.30.

Ai primi 500 iscritti in omaggio una bottiglia di vino rosso cantina F.lli Berlucchi.

L’itinerario è di 4 chilometri e mezzo, ma potrà essere ripetuto due volte dai più esperti e preparati, l’assistenza sarà gestita dagli alpini.

«Siamo alla sesta edizione - continua la presidente Inverardi - sappiamo che le persone vengono per correre, ma in molte camminano.

Per questo abbiamo proposto due modalità di percorso, per far sì che tutti possano partecipare».

Sport, ma anche festa: dopo l’arrivo dei partecipanti, che sarà sempre nella sede di via Divisione Tridentina, musica e cibo per trascorrere il pranzo in compagnia.

// FRANCESCA MARMAGLIO