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Giornale di Brescia - L’unione fa la forza e la corsa.

Si è conclusa con più di 300 partecipanti la sesta edizione della gara podistica organizzata dall’Uici, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti della sezione di Brescia, in occasione del 95esimo anniversario della sua fondazione.

Inaugurata nel 2014 e aperta a tutta la cittadinanza, la corsa partita dalla sede di via Divisione Tridentina ha richiamato amanti delle passeggiate con un percorso da quattro chilometri e mezzo, così come atleti esperti e neofiti con un tragitto lungo il doppio.

In entrambe le categorie un folto gruppo di non vedenti già allenato e pronto a scattare grazie all’immancabile appuntamento del giovedì sera con CorrixBrescia.

«Oltre allo sport e al trascorrere del tempo insieme, questo appuntamento con la corsa ha un valore maggiore - spiega la presidente della sezione locale dell’Uici, Sandra Inverardi.

Sensibilizziamo la cittadinanza, mostrando che chi ha una disabilità visiva non deve per forza rimanere chiuso in casa o fare attività fisica in solitaria, ovviamente grazie all’aiuto delle guide che insieme a noi si allenano costantemente per poi gareggiare al nostro fianco».

L’inclusione.

Un concetto, quello dell’inclusione, che vale non solo per i non vedenti e che deve essere applicato più spesso a iniziare dalle scuole, come raccontano Fausta Mariani e Angelo Pola ai blocchi di partenza con le loro guide Antonella e Giangiacomo: «Se una persona non è toccata personalmente o in famiglia da una malattia fa fatica a rendersi conto di cosa veramente significhi, piuttosto fa finta di nulla.

Ecco, una iniziativa come quella dell’Unione fa la corsa dimostra che ci siamo anche noi in città e non solo segregati negli spazi della sede Uici.

Fin da piccoli i bambini devono imparare cosa sia l’inclusione e a non essere indifferenti».

I progetti.

Tanti sono i progetti che la sezione bresciana porta avanti durante l’anno e molti hanno lo sport al centro.

Gilberto Pozza, responsabile organizzativo della corsa, ha così creato il Progetto Mite, acronimo delle iniziali della parola «insieme» scritta in tedesco, italiano, inglese e francese che porta non vedenti e ipovedenti a svolgere il ruolo di navigatori nelle gare di rally grazie a roadbook in braille o con testi ingranditi.

Seppur non competitiva, l’Unione fa la corsa ha voluto premiare «Gli estranei» come gruppo più numeroso, i primi classificati della categoria maschile e femminile Michele Bertoli e Monica Baccanelli, insieme al primo assoluto fra i non vedenti, Kadir Asghar.

Nato in Pakistan, Kadir ha 31 anni e da 14 è in Italia, dove lavora come centralinista a Brescia.