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Giornale di Brescia, lunedì 13 Marzo 2017 Tante storie speciali tra i partecipanti alla gara QUANDO L’EMOZIONE VA OLTRE IL CRONOMETRO

Ci sono atleti che appena tagliano il traguardo bloccano il cronometro e guardano l’orologio. Ce ne sono altri che passano sotto l’arrivo a braccia alzate, disinteressandosi del tempo. Per loro è già un successo essere arrivati a destinazione: il caloroso pubblico di piazza Loggia comprende la situazione e applaude fragorosamente.

Il primo sonante battimano è per Davide Foglio, un non vedente di 47 anni che accompagnato da Bruno Boglioni e Carlotta Locatelli completa col sorriso i 10 chilometri di fatica. «Corro per essere libero. Senza le mie due guide non potrei farlo» racconta Davide che domenica gareggerà alla Stramilano. «Sono i ragazzi ciechi che accompagnano noi e ci danno una marcia in più», aggiunge Bruno.

Applausi scroscianti anche per Sandra, atleta non vedente («Ho cominciato per caso un giovedì sera alla "Corri per Brescia", da allora non ho più smesso»), e Armida, la sua guida: «Volevo fare qualcosa di utile, ora mi sento realizzata».

Un urlo collettivo saluta l’arrivo di Riccardo, della Comunità Nikolajewka di Mompiano, che ha fatto la Easy Ten in carrozzina per 9.950 metri, percorrendo a piedi gli ultimi 50 metri («Ho provato un’emozione bellissima dopo tanti allenamenti in palestra») abbracciato a Gabriel, il proprio allenatore: «Con la Feel Sport abbiamo lanciato il progetto "Insieme fino alla meta", con l’obiettivo di cominciare con 50 metri a piedi e finire con 500». L’emozione serpeggia nel gruppo dei «Podisti per caso», capitanato da Fabio Rizzoli, odontotecnico di professione e runner per passione, che da quattro anni spinge con i suoi amici il fratello Alessandro: «Fargli fare gli ultimi 20 metri sulle proprie gambe è stata una cosa indescrivibile».

Si sono cimentate sulla mezza, Luana di Como, Ivana di Gussago e Marina di Erbusco. Tutte e tre sono affette da sclerosi multipla e hanno scelto la corsa per «stare bene mentalmente». L’anno scorso hanno corso a New York, quest’anno gireranno l’Italia. «Ci siamo aspettate e abbiamo corso insieme per incoraggiarci. La vista del gonfiabile d’arrivo è stata una liberazione. Abbiamo una patologia invalidante, ma riusciamo comunque a correre. È stupendo» spiega Luana, che dopo essersi rinfrescata torna al traguardo per aspettare l’amica Marilù impegnata sulla maratona: «É grazie a lei che si è formato il nostro gruppo, quindi desidero abbracciarla quando finirà la sua fatica». Abbracci, medaglia e un uovo di Pasqua come premio per Nicolò Armani, 20 anni di Genova, che ha vinto il Titolo italiano special olympics di maratonina. «Sono felice perché ho battuto tanti rivali tosti». Tra loro anche i bresciani Luca Colosio e Francesco Zampiceni. Festeggia pure chi ha chiuso per la prima volta la Brescia Marathon, come Angelo da Odolo: «Sono un appassionato di corsa in montagna, ma mi ero messo in testa di fare la maratona e ci sono riuscito». Mai arrendersi: è questo il motto di tanti volti felici nella domenica di corsa.