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Giornale di Brescia - E domenica torna l'«Unione fa la corsa»  Alcuni potrebbero anche puntare alla maratona: ipo e non vedenti bresciani corrono sempre di più.

Torna domenica 30 aprile «L'Unione fa la corsa», l'appuntamento per podisti e camminatori promosso dalla sezione locale dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti insieme a Brescia Running, Aics, Csi e Comune e con il sostegno di CorriXBrescia e degli Alpini, che presidieranno i vari incroci. Partenza alle 10 dalla sede dell'Uici (via Divisione Tridentina 54) per un itinerario che attraverserà il centro storico. Due i percorsi previsti, da 4 e da 11 km: «E' un appuntamento aperto a tutti - ha detto Gilberto Pozza, responsabile dell'organizzazione -, sia a quelli che corrono abitualmente sia a chi non è allenato ma vuole trascorrere una mattinata in compagnia. L'obiettivo primario è infatti stare insieme». Nelle tre precedenti edizioni, la partecipazione media ha superato i 400 iscritti. «Ormai la corsa è diventata una costante nella nostra associazione - ha ribadito Sandra Inverardi, presidente dell'Uici Brescia -, siamo ogni giovedì a CorriXBrescia e proprio da lì è nato il progetto #Blindrunner, che coinvolge anche una ventina di guide volontarie». La quota di partecipazione è di 2 euro o 5 con maglietta. Ci si può iscrivere chiamando il 3299265529 o lo 0302209425 oppure direttamente domenica, fino alle 9.45.//C. D.  

 

Velluto e veline, così l'architettura può parlare ai non vedenti 

L'imperativo «guardare ma non toccare» potrebbe avere i minuti - o più realisticamente gli anni - contati. La nuova frontiera dell'architettura (ri)parte dal tatto e prende il nome di «accessibilità inclusiva». Un'espressione apparentemente ridondante: può qualcosa di accessibile non essere inclusivo? Sì, almeno per alcuni. I tasti di un ascensore, per esempio. Le indicazioni per entrare in un museo o il gradino «a sorpresa» all'ingresso di un luogo pubblico. Inclusione. «Un'architettura in grado di accogliere anche chi ha difficoltà motorie o visive è un vantaggio per tutti» sottolinea la professoressa architetto Ivana Passamani, docente di Rilievo dell'architettura e delegata all'edilizia universitaria - campus sostenibile dell'Università di Brescia. Con i suoi allievi e assistenti sta muovendo i primi passi verso un metodo di progettazione basato sull'accessibilità inclusiva. E il metodo parte innanzitutto dalla formazione. «Viaggiando all'estero - spiega - ho visto la differenza tra i musei italiani e quelli stranieri. Al contrario che da noi, in molti Paesi europei c'è scritto Non guardare senza toccare, perché il tatto è considerato un canale di conoscenza irrinunciabile. E ho notato che i bambini imparavano divertendosi quello che in Italia per loro era quasi una tortura. Perciò ho deciso di applicare questo metodo in ambito accademico». In che modo? «Mettendo (letteralmente!) le mani sull'architettura». Nel 2015 l'associazione ArteconNoi, che si stava specializzando nelle guide per non vedenti, ha contattato l'Università per chiedere un supporto. E' quindi partita una sperimentazione con modelli in rilievo: «Una delegazione dell'Unione ciechi di Brescia - racconta Passamani - è venuta in laboratorio e ha toccato i nostri plastici, rintracciando, in alcuni casi, una certa riconoscibilità». Successivamente il Dipartimento ha donato all'Uici alcuni rilievi urbani, per consentire ai non vedenti di scoprire nel dettaglio alcune zone della città. «Poi si è sviluppato il progetto all'interno del mio corso - continua la professoressa -. Nel 2016 ho affidato a ventisei studenti uno studio sul sito di San Vigilio al Monte, a Concesio. L'obiettivo era realizzare rilievi che fossero comprensibili a tutti, anche ai ciechi. Il corso è stato diviso in cinque gruppi, ciascuno dei quali si è occupato di un diverso grado di rappresentazione: da quella tridimensionale informatica (l'unica, per ora, non accessibile ai non vedenti, ma imprescindibile) a quella su scala territoriale, che mostra il sito da un punto di vista fisico, per arrivare al modello urbanistico, con la ricostruzione dell'agglomerato urbano di San Vigilio, e a quelli architettonici: uno descrive la struttura esterna della chiesa, l'altro mostra nei dettagli i materiali e gli elementi costitutivi. Tutte le legende sono multisensoriali: hanno cioè una componente cromatica e una tattile, con le rispettive didascalie in italiano e in braille». Materiali. Un lavoro impegnativo: «Sì, ma i ragazzi si sono entusiasmati. E' stata fondamentale la collaborazione di alcuni membri dell'Uici, che si sono prestati per testare i materiali più efficaci a riprodurre le componenti architettoniche e paesaggistiche». Per esempio? «Il velluto per l'erba, la pellicola trasparente per l'acqua, oltre che molti materiali tradizionalmente usati nei plastici». Per la prima volta in ambito universitario sono stati creati modelli in rilievo accessibili ai non vedenti. E il progetto, che verrà illustrato domani alle 18.30 nella Biblioteca comunale di Concesio, in via Mattei 99, è solo l'inizio di un nuovo modo di formare i professionisti alla sensibilità inclusiva: «Con alcuni studenti sto realizzando tesi di laurea sull'accessibilità del nostro territorio, in particolare stiamo analizzando la zona del Castello». Il progetto è anche di dotare tutte le sedi universitarie di Brescia di pannelli per ipovedenti.//  

 

Guardare e toccare: in mostra i plastici di San Vigilio al Monte 

Si terrà domani sera alle 18.30 nella Biblioteca comunale di Concesio (via Mattei 99) la mostra «Una nuova luce su San Vigilio al Monte». A cura del Dipartimento di ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente e di matematica dell’Università di Brescia, l'esposizione è visitabile durante gli orari di apertura della biblioteca, da domani al 6 maggio, e propone la scoperta multisensoriale della collina e della chiesa di San Vigilio. All’inaugurazione prenderanno parte, oltre alle istituzioni politiche e accademiche, i protagonisti del progetto: Ivana Passamani e i suoi assistenti Stefano Fasolini e Silvano Togliatti, oltre che gli studenti del corso di Rilievo dell’architettura. E' prevista anche l’esplorazione tattile dei modelli tridimensionali esposti a cura dell’associazione ArteconNoi. La mostra è patrocinata dal Comune di Concesio e dalla sezione bresciana dell’Uici.